Zeng Fanzhi reinterpreta l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci

L’assurdità all’interno della distruzione e ricostruzione di una società

Zeng Fanzhi, The Last Supper (L'ultima cena), 2001, olio su tela
Zeng Fanzhi, The Last Supper (L’ultima cena), 2001, olio su tela, 4 x 2,20 m

La monumentale opera di Zeng Fanzhi, L’Ultima Cena, è stato ispirato dall’omonima pittura del maestro del Rinascimento italiano Leonardo da Vinci. Nell’opera l’artista mostra con coraggio la trasformazione della società cinese durante la riforma economica nel 1990, infatti si pone come forse l’opera più rappresentativa nella storia dell’arte cinese contemporanea

La serie di dipinti con le maschere di Zeng, che ha avuto inizio nel 1994, ha esplorato la condizione dell’abitante della città moderna. E’ una rappresentazione valida di un decennio di crescita economica, che esplora le incertezze e le angosce dell’adattamento cinese a una tale urbanizzazione.

Stilisticamente, queste opere emanano un’aria di occidentale espressionismo ma anche ricordi personali di Zeng, intrisi di simboli cinesi; una miscela unica. Ciò ha aperto la strada nel permettere alla serie Maschera di diventare una delle opere più riconoscibili e popolari dell’artista. All’interno di questa serie c’è il pezzo del 2001, L’ultima cena, la più grande opera all’interno della serie. Ispirandosi al capolavoro di Leonardo ci presenta la condizione esistenziale del popolo cinese durante il periodo in cui la Cina è entrata nel mercato mondiale e l’assurdità all’interno della distruzione e ricostruzione di una società.

Leonardo da Vinci, 1494-1498, tempera grassa su intonaco, 460×880 cm, Santa Maria delle Grazie, Milano
Leonardo da Vinci, 1494-1498, tempera grassa su intonaco, 460×880 cm, Santa Maria delle Grazie, Milano

L’ultima cena di Zeng Fanzhi sostituisce le figure religiose con le maschere dei Giovani Pionieri, mentre cenano su angurie con indosso sciarpe rosse. La reinterpretazione di un ambiente religioso tradizionale in una classe, indica in una sola volta non solo la dinamica dello spazio nel lavoro, ma anche la nozione generale di assurdità. Per Zeng, questo significava una partenza da ideali comunisti, commentando, “La cravatta d’oro rappresenta il denaro e il capitalismo occidentale e la Cina ha iniziato a indossare queste cravatte solo dopo la metà degli anni ’80.”

Zeng Fanzhi, The Last Supper (L'ultima cena), 2001, olio su tela, 4 x 2,20 m
Zeng Fanzhi, The Last Supper (L’ultima cena), 2001, olio su tela, 4 x 2,20 m

Si tratta di un intricato parallelo con il 1990, quando la Cina era nel bel mezzo di un periodo di trasformazione feroce in cui le imprese persero gli ideali collettivi e si rivolsero verso le modalità di imprenditorialità individuale. Attraverso l’immagine di Gesù, l’artista in quest’opera fa riferimento al leader della Cina di fronte all’impatto di un eventuale “tradimento” del suo popolo, la previsione, “Uno di noi qui andrà sul percorso del capitalismo.”

Riferimenti:

Sothebys

 

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