Thomas Bayrle e la Madonna Mercedes

Gloria spirituale sostituita da avidità senz’anima

Tutte le utopie contengono una potenziale distopia al loro interno. Come con la grande Pop Art, la forza di Thomas Bayrle deriva dall’incertezza del fatto che il suo lavoro sia totalmente satira, o una celebrazione, o una combinazione dei due. 

La mostra dal titolo “One Day on Success Street” presso l’ICA, Miami, è la prima retrospettiva americana dell’artista tedesco Thomas Bayrle. Il focus dello spettacolo si occupa del rapporto tra tecnologia e gli esseri umani e come questo sia cambiato nel corso della sua carriera durata 50 anni. L’artista analizza questo tema attraverso una varietà di linguaggi artistici che comprendono pittura, scultura, video, collage e l’installazione. 

Thomas Bayrle, The Wire Madonna, 2016
Thomas Bayrle, The Wire Madonna, 2016

Tra le 75 opere esposte, Wire Madonna (la “Madonna di cavi”) è stata creata appositamente per l’ICA: questo pezzo d’arte rappresenta l’icona della Madonna col Bambino, ed è la più grande scultura fino ad oggi realizzata dall’artista. Il percorso della mostra inizia con le rappresentazioni di autostrade che assumono la forma di paesaggi elaborati. Questi oggetti, nel corso della manifestazione, si evolvono nella rappresentazione della vita urbana della città, dove città moderne sembrano lottare con masse di pedoni: il rapporto tra la città e l’essere umano ritorna qui come uno dei principali obiettivi concettuali dell’artista. Altre opere riflettono riferimenti di Bayrle alla cultura del consumatore, dei media e delle icone commerciali.

In un’altra opera presente nella mostra l’artista è in grado di isolare oggetti banali e infondergli la sostanza prima assente, se non addirittura l’autenticità. Ci potrebbe essere una deriva in un mare di relitti, ma i migliori artisti sono coloro che sono in grado di elevare un oggetto per farcelo contemplare per un brevissimo istante.

Thomas Bayrle, Madonna Mercedes, 1989.
Thomas Bayrle, Madonna Mercedes, 1989.

Nella Madonna Mercedes del 1989 (da non confondere con la Virgen de la Mercedes latinoamericana), ci troviamo di fronte una rappresentazione tipicamente bizantina della Madonna col Bambino composta tramite scatti distorti di un auto di lusso. “Cos’è sacro?” Egli ci chiederà. “C’è ancora qualcosa di profano?” Forse c’è il suggerimento che la gloria spirituale sia stata sostituita da avidità senz’anima. Vale la pena chiedersi, tuttavia, come il lavoro di Bayrle suggerisce maliziosamente, se abbiamo mai avuto un’anima da perdere. E se l’abbiamo fatto, a che prezzo l’abbiamo venduta?

Riferimenti:

Myartguides

Studiointernational

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