L’industrializzazione incontra il gusto

L’industria che produce copie e feticci che solleticano la memoria

Sull’onda della divisione tra gusto e arte, il processo di industrializzazione artistica, per sopravvivere, ha iniziato a produrre un materiale che incontrasse l’apprezzamento delle masse riproponendo spesso modelli conosciuti e amati dal grande pubblico.

Sono riusciti a fare in modo che «di opere molto celebri venisse identificato soltanto l’aspetto che potremmo definire aneddotico ed estrinseco, anziché quello derivante dall’estrinseca adesione ed osmosi tra “forma” e “contenuto” dell’opera».

In questo modo, molte volte, ci troviamo davanti alla scissione dei due momenti e quindi o all’esclusiva attenzione verso la forma o al dominio assoluto del contenuto. Grazie all’avanzamento tecnologico oggi abbiamo la possibilità di ricreare ogni cosa: la riproduzione vuota della forma vince sul contenuto.

Cenacolo- Forest Lawn Memorial Park di Glendale, Los Angeles
Cenacolo- Forest Lawn Memorial Park di Glendale, Los Angeles

Le copie

Si arriva a riprodurre ogni cosa in modo più o meno fedele, dal Cenacolo vinciano ridotto a vetrata, come al Forest Lawn Memorial Park di Glendale di Los Angeles, alle Madonne con Bambino di Leonardo da Vinci o Andrea Mantegna riprese da Francesco Vezzoli.

Ritratto piangente di Wilhelmina come Madonna con Bambino rinascimentale (Da Leonardo), 2010, 210.8 × 134.6 × 13.7 cm
Ritratto piangente di Wilhelmina come Madonna con Bambino rinascimentale (Da Leonardo), 2010, 210.8 × 134.6 × 13.7 cm
Ritratto piangente di Cindy Crawford Come Madonna con Bambino rinascmentale (Da Andrea Mantegna), 2010, 243.8 × 134.6 × 11.1 cm
Ritratto piangente di Cindy Crawford Come Madonna con Bambino rinascmentale (Da Andrea Mantegna), 2010, 243.8 × 134.6 × 11.1 cm

Già nel 1700, David Hume poneva due costanti per una buona comprensione e un buon apprezzamento dell’opera d’arte, la novelty e la facility. Il confronto con il suo approccio all’opera d’arte viene immediato. Affermava infatti che senza la novità non c’è interesse e non c’è richiamo da parte dell’opera d’arte verso il pubblico; ma d’altro canto, senza un po’ di facility, e cioè una conoscenza anticipata dell’opera e una certa agevolezza nel comprenderla i fruitori perdono interesse.
Oggi le richieste del pubblico sono cambiate; la massa pretende un’arte che riproponga, fondamentalmente, sempre il vecchio o un nuovo che sia altrettanto facilmente comprensibile. Una facilità integrale e un azzeramento della difficulty per essere decifrata.

Alexey Kondakov, serie 2Reality, (dettaglio)
Alexey Kondakov, serie 2Reality, (dettaglio)

Sia che un evento provochi gioia o dolore, orgoglio o vergogna, ira o benevolenza, produce un’affezione più forte quando è nuovo o inusitato. E sebbene la novità per sé stessa rechi piacere, essa fortifica le passioni dolorose, tanto quanto quelle piacevoli.- ormai lo spettatore però preferisce la facilità completa della comprensione.

Giuseppe Veneziano, La Madonna del Terzo Reich, acrilico su tela, 130 X 100 cm, 2009
Giuseppe Veneziano, La Madonna del Terzo Reich, acrilico su tela, 130 X 100 cm, 2009

Da: Parliamodiarte

Vedi anche:

2Reality Alexey Kondakov racconta Kiev

Ultima Cena

Giuseppe Veneziano e la Madonna del Terzo Reich

Francesco Vezzoli e le Madonne-Modelle

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