Hanna Wilke – Intra Venus 4

Un’analisi tra la fragile condizione umana e divina

Hanna Wilke è morta di cancro nel 1993. L’artista ha registrato il deterioramento fisico del suo corpo devastato dalla malattia e le immagini sono una perfetta sintesi con l’autrice stessa come soggetto di questa mostra agghiacciante. Essere in grado di fotografare sé stessa e rappresentarsi agli altri è una cosa, ma guardare e poi presentare quel corpo nel processo di decadimento è un’altra. Il lavoro di Wilke è sempre stato coinvolto dai temi del corpo femminile e della politica del femminismo, generando delle immagini di sintesi che catturano l’esplorazione della conclusione struggente dei corpi.

Hannah Wilke - Intra Venus 4
Hannah Wilke – Intra Venus 4

In queste due fotografie vediamo Hanna Wilke col volto coperto dalle mani, segnato dalla sofferenza della malattia, i cui segni sono visibili, oltre che nella perdita di capelli, anche materialmente, con il cerotto che fissa nella mano destra della donna il tubicino per i prelievi. Di fianco a questa immagine che rappresenta la sofferenza umana e la corruttibilità e la fragilità del corpo fisico, si contrappone l’immagine dello stesso soggetto, ugualmente malato, ma questa volta col capo coperto da un telo azzurro. All’espressione spaventata e sofferente si contrappone un’espressione più serena, seppure malinconica. Gli occhi chiusi, sono il segno più evidente della sua reale condizione, incavati e dalle palpebre violacee.

Hanna Wilke, Intra Venus 4
Hanna Wilke, Intra Venus 4

Le due fotografie sembrano mostrare da una parte la contrapposizione tra la natura umana e quella divina e dall’altra parte la limitatezza di informazioni che un’immagine può fornire. Se considerassimo infatti la seconda fotografia senza affiancarle la prima non potremmo intendere lo stato di grave malattia del soggetto, né il suo dialogo con la fragilità della vita umana che, seppure in forme diverse, entrambe rappresentano.

Hanna Wilke, Intra Venus 4
Hanna Wilke, Intra Venus 4

L’opera è stata recentemente esposta nella mostra La Grande Madre.

Riferimenti:

Artscenecal

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