Maurizio Cattelan, Untitled – I.N.R.I.

Un cavallo morto per i nostri peccati

Maurizio Cattelan, Untitled-I.N.R.I. nella mostra "Pop Life" del 2009 presso laTate Modern, Londra.
Maurizio Cattelan, Untitled-I.N.R.I. nella mostra “Pop Life” del 2009 presso laTate Modern, Londra.

Maurizio Cattelan è un artista italiano noto per le sue opere dissacranti, provocatorie e ironiche. Nato a Padova il 21 Settembre del 1960, attualmente vive e lavora a New York.

Maurizio Cattelan utilizza spesso corpi di animali come oggetti scultorei, similmente al collega britannico Damien Hirst. Lo scopo è quello di offrire allo spettatore diversi punti di vista contraddittori ed enigmatici. Le provocazioni dell’artista generano non poche polemiche, che contribuiscono a renderlo popolare in ambito internazionale, ma anche oggetto di contestazione da parte di critica e pubblico.

“L’arte deve essere anche una causa di un malinteso, perché la gente può farne qualsiasi cosa. Per me l’equivoco o l’inganno ottico e mentale rappresentano il vero motore dell’arte.”

Maurizio Cattelan, Untitled-I.N.R.I. 2009
Maurizio Cattelan, Untitled-I.N.R.I. 2009

Tra le opere più note c’è Untitled – I.N.R.I. del 2009 il corpo del cavallo è abbandonato sul pavimento con un cartello conficcato nell’addome che reca la scritta “I.N.R.I”, acronimo dell’espressione latina “Iesus Nazarenus Rex Iudæorum”, che rimanda alla tradizione dell’iconografia cristiana.

Ma cosa significa questo simbolo su un cavallo morto? Maurizio ci lascia con un’interpretazione sfaccettata, che si modifica esclusivamente a seconda della soggettività dello spettatore. Alla Menil Collection a Houston, il cavallo è stato installato in una stanza buia, circondata da dipinti di Magritte. In questo caso la ricettività dello spettatore sembra essere l’interesse principale di Cattelan. L’artista ha inoltre posto il cavallo senza alcuna struttura che lo separasse dallo spettatore, generando così un impatto ancora più forte. 

Maurizio Cattelan, Untitled-I.N.R.I. 2009
Maurizio Cattelan, Untitled-I.N.R.I. 2009

E’ possibile che l’opera voglia accostare il sacrificio biblico al sacrificio dell’animale, affermando che uomo e animale hanno la stessa dignità, o che la sacralità dell’animale è stata uccisa dall’uomo, esattamente come il figlio di Dio.

Riferimenti:

Perrotin

Iperarte

Ricestandard

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